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UN DEFINIRSI DI PURA FOLLIA
come vivere con i morti
Purafollia è la ricerca di Gennaro Esca durata circa tredici anni, ed ancora in corso. È la diversità raccontata in pittura, lasciando scivolare via il gesto, il segno di un tempo, e non è facile raggiungere immediatamente momenti così marcati sui supporti vuoti, anche se a loro volta già palpitanti. Sbatte l’immagine dell’artista contro le pareti, su ciò che ancora è visibile, e si perde dietro i solchi monocromatici di suggestivi allarmi. In quel campo di Esca, è vero, vi è il ventre disteso di chi soffre la propria Purafollia senza margini di contenimento, senza spazi al limite della vita che scorre inesorabile. Si sa, tutti abbiamo provato a disgregare ciò che non era disgregabile; si sa che è per questo che guardiamo il definire della Purafollia come un indefinibile volgere di realtà attorcigliate tra loro e sgretolate infine, dove noi siamo coloro che si domandano una realtà indomandabile. Certo, non appare subito la pellicola di tutta una vita, ma ogni tanto, senza che altri si accorgano, sui non-volti disfatti piange il chiaroscuro vago di un tempo che si perde oltre. Il pennello, quando non le dita, si disfa nei solchi delle sue incontenibili linee, accompagnate, piene, marcate, strofinate, definite, indefinite, richiamo ultimo di verità suggestionate da oscuri sogni e illuminate passioni. Vita che si vive non sempre come ci viene restituita dagli eventi; lotta che arretra ma non osa arrendersi, strati di segni ogni tanto dentro, ogni tanto fuori, mai lasciati innominati nello spreco vile e crudele della quotidianità. Sicché resistere ad ogni traccia è un sublime vagare sulla superficie che urla, oltre il silenzioso ondeggiare del colore, blu e bianco, che si perde nei solchi della tela o della carta fatta a mano e non è più tanto vicino agli occhi. Esca che dice «così vissi con i morti», anch’egli come loro, stende il segno, lo trascina come una indemoniata vicissitudine di scontri sublimi, lo trascina tra le graffiature appena aperte alla loro naturale verginità. Insiste lo sguardo, quasi si sottragga a se stesso, quasi si scontri con il grigiore o l’esistenza eterna dell’essere, soave definirsi di un suono triste, il quale comunica, nell’era della comunicazione, il vivere ed il demoniaco strofinare, ancora, ovunque, dei solchi eterni dell’arte, perciò della vita stessa.
Milano, ottobre 2008 Giulia Besson

A DEFINITION OF PURE FOLLY
Ways of living with the dead
Pure folly is Gennaro Esca’s research, it has lasted for about 13 years and it is still going on. It is diversity told in painting, letting gesture and the sign of time slip away, and it is not easy to reach immediately moments so deep on such empty grounds, even if they are already pulsing. The artist’s image knocks against the walls, on what is still visible, and looses itself behind the monochromatic furrows of suggestive warnings. In that field of attraction, it is true, there is the stretched out womb of who suffers their own pure folly without limits, without space, at the extremes of life restlessly flowing on. It is known, we have all tried to break up what was not liable to disintegrate; we know, it is for this reason that Pure folly is indefinable in its reality of tangled and twisted realities, and disintegrating end, where we are with those that ask for a reality you cannot ask for. Of course the film of a whole life does not appear at once, but every now and then, without other people’s realizing, on the dissolved and faceless the vague chiaroscuro cries of lost times. The brush, when it is not the finger, looses itself in the furrows of its uncontrollable lines, followed through, fulsome, strong, scrubbed, definite, indefinite, the last rings of truth impressed by dark dreams and illuminated passions. Life lived not always as it is returned by events; the receding struggle that doesn’t dare to surrender, layers of signs sometimes inside, sometimes outside, never left unnamed in the cruel and cowardly waste of everyday life. To resist each trace is a sublime wandering on the screaming surface, beyond the silent waving of colour, blue and white, loosing itself in the furrows either of the canvas or of the handmade paper and it is not so close to the eyes any longer. Esca who says :<< I so lived with the dead>>, like them, lays out the sign, drags it like a devil- possessed happening of sublime struggle, he drags it among the marks just opened to their natural virginity. The stare insists, almost eliminating itself, fighting with the dullness or with the eternal existence of being, entering into a sad sound, which communicates, in the era of communication, the living and the demonic screeching, always and everywhere, of the eternal furrows of Art and for this reason of life itself.
Milan, october 2008 Giulia Besson

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1909 - 2009 Cento anni Futurismo

Aleksandra Ekster, della quale ho aggiunto foto di un suo dipinto su LineaDarte, è stata una pittrice russa cubofuturista, nata nel 1882 e morta nel 1949. Cosa si pensa oggi del movimento futurista italiano e di Marinetti, teorico e ispiratore?
Io dico: SI al futurismo come movimento nuovo. che ha rappresentato un passo in avanti nell'arte e nella cultura del nostro paese e non solo di esso.
Ma dico anche: NO al futurismo come esaltazione della guerra, definita "igiene del mondo".

Post aggiunto il 23 Marzo 2009 alle 18:30 —

Spazio commenti (5 commenti)

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Alle 17:20 del 1 Giugno 2009, MITA ha detto...
ciao gennaro, grazie per avermi risposta.
perchè dici così. allora è proprio vero che a questo mondo non puoi fidarti di nessuno.
Alle 16:25 del 22 Aprile 2009, Noemi Silvera ha detto...
ciao caro gennaro! oggi mi è arrivata la tua busta, molto bello tutto veramente, i tuoi cataloghi anche bellissime e il tutto una buona tua presentazione come artista
cmq arrivato in tempo e puoi stare tranquillo!
te ne mando un abbraccio
a presto
noemi
Alle 16:45 del 3 Gennaio 2009, Teresa Mangiacapra ha detto...
Anch'io.Bello il video.Sei sempre a Perugia?Se vieni a Napoli avvisami.Ciao e Buon anno Teresa
Alle 9:21 del 1 Gennaio 2009, Dr. Krishna Kumari Challa ha detto...
Thanks & wish you the same.
Krishna
Alle 21:19 del 3 dicembre 2008, Giovanna Donnarumma ha detto...
GRazie mille, lieti di averti fra di noi!!!!....vienici a trovare quando puoi
 
 

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